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	<title>Economia circolare &#8211; Stylla</title>
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	<title>Economia circolare &#8211; Stylla</title>
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		<title>Economia circolare: definizione, vantaggi, modelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michela poles]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2021 09:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo approfondiremo la definizione di economia circolare: cos’è, quali vantaggi offre e quali modelli propone. L’economia circolare è ispirata dal mondo naturale (più avanti vedremo come), e si pone in alternativa al modello economico&#160;lineare, dominante dalla rivoluzione industriale in poi. Quest’ultimo tipo di...</p>
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<p>In questo articolo approfondiremo la definizione di <strong>economia circolare</strong>: cos’è, quali vantaggi offre e quali modelli propone.</p>



<p>L’economia circolare è ispirata dal mondo naturale (più avanti vedremo come), e si pone in alternativa al modello economico<strong>&nbsp;lineare</strong>, dominante dalla rivoluzione industriale in poi. Quest’ultimo tipo di economia è schematizzabile in 4 passaggi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Take, ovvero prendi (le materie prime);</li><li>Make, cioè produci;</li><li>Use, usa ciò che è stato prodotto;</li><li>Dispose, cioè getta il prodotto (e trasformalo in rifiuto).</li></ul>



<p>Il modello economico lineare si è rivelato totalmente insostenibile: basti pensare che, ogni anno, ciascun cittadino europeo consuma in media 14 tonnellate di materie prime e produce 5 tonnellate di rifiuti.</p>



<p>Per questo, a marzo 2020, la&nbsp;<strong>Commissione Europea</strong>, nel contesto del&nbsp;<strong>Green Deal</strong>, ha presentato il piano d&#8217;azione per una nuova economia circolare. Il&nbsp;<strong>Parlamento Europeo</strong>&nbsp;lo ha integrato a febbraio 2021 con norme più severe sul riciclo, e con obiettivi vincolanti per il 2030 sull’uso e l’impronta ecologica dei materiali.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La definizione di economia circolare</h2>



<p>La definizione di economia circolare più comunemente citata è quella proposta dalla&nbsp;<strong>Ellen MacArthur Foundation</strong>&nbsp;attorno al 2009: l’economia circolare è “<strong>un’economia pensata per potersi rigenerare da sola</strong>”.&nbsp;</p>



<p>In realtà, l’idea di economia circolare ha radici profonde e non è riconducibile a un singolo economista o pensatore. Per convenzione, si fanno risalire le sue origini alla fine degli anni ‘70, quando la discussione sul tema ha iniziato ad animarsi: da allora si sono sviluppate numerose diverse scuole di pensiero.</p>



<p>Sempre secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation, “in un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera».&nbsp;</p>



<p>L’economia circolare è dunque un modello di produzione e consumo che punta a ridurre al minimo i rifiuti, estendendo il più possibile il ciclo di vita dei prodotti.<br>Questo significa condividere, prestare, riutilizzare, riparare, ricondizionare e riciclare, il più a lungo possibile, i materiali e i prodotti esistenti.</p>



<p>Il modello economico circolare è schematizzabile nel principio delle 3 R:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Reduce&nbsp;</strong>(ridurre)</li><li><strong>Reuse</strong>&nbsp;(riusare)</li><li><strong>Recycle</strong>&nbsp;(riciclare).</li></ul>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading">Reduce</h3>



<p>La prima R è quella di Reduce, ovvero “ridurre”, e rappresenta il primo e più importante passo verso la sostenibilità. Significa utilizzare meno risorse e creare meno rifiuti possibile, riducendo di conseguenza anche le emissioni e l’impatto ambientale, lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.</p>



<p>Tra le strategie più importanti per ridurre l’impatto ambientale di un prodotto già alla fonte, c’è sicuramente il design. In un’ottica di sostenibilità, la progettazione dovrebbe garantire l’integrità (cioè prevenire l’obsolescenza del prodotto) e la possibilità di riciclare (cioè prevenire l’obsolescenza dei materiali).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Reuse</h3>



<p>Il secondo concetto, Reuse (“riusare”), presuppone di utilizzare più volte i materiali e i prodotti nella loro forma originale, invece di gettarli via dopo uno o pochi utilizzi.&nbsp;</p>



<p>Il riutilizzo è utile quando non è possibile ridurre, e impedisce che le risorse diventino rifiuti.</p>



<p>Rappresenta anche una delle prospettive più promettenti dell’economia circolare: apre infatti il mercato dei materiali e dei prodotti cosiddetti “second hand”, in grado spesso di competere con quelli nuovi e ridurre così la produzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Recycling</h3>



<p>Il terzo passo è quello del riciclo. A differenza del riuso, il riciclo implica che i materiali, prima di essere riutilizzati per dare origine a nuovi prodotti, passino attraverso processi fisici e chimici che ne modificano la struttura originale.</p>



<p>Riciclare aiuta a ridurre l’utilizzo di nuove risorse e, come il riuso, fa sì che i vecchi materiali non entrino nel flusso dei rifiuti.</p>



<p>A seconda degli esiti, possiamo distinguere diversi livelli di riciclo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>riciclo primario o upcycling: converte gli scarti in prodotti con uguali o migliori caratteristiche;</li><li>riciclo secondario o downcycling: li trasforma in prodotti con una qualità più bassa;</li><li>riciclo terziario: scompone i prodotti in componenti per poterli riutilizzare;</li><li>riciclo quaternario: sfrutta i prodotti usati per produrre energia.</li></ul>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi</h2>



<p>I vantaggi di un modello di economia circolare sono tanti, in primo luogo per il nostro nostro pianeta.<br>Attualmente, la produzione dei materiali che utilizziamo ogni giorno è responsabile del 45% delle emissioni di CO2: la transizione verso l’economia circolare causerebbe una riduzione significativa di queste emissioni, con ripercussioni positive anche dal punto di vista economico.&nbsp;</p>



<p>Non va dimenticato, infatti, che l’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno, soltanto in Italia, di circa 60.000 morti premature e di moltissime malattie: questo determina un danno economico (stimato sulla base dei costi sanitari per malattie, cure, visite, giorni di lavoro persi, ecc.) che oscilla tra 47 e 142 miliardi di euro all’anno nel nostro Paese, e tra 330 e 940 miliardi a livello europeo.</p>



<p>Il passaggio all’economia circolare aiuterebbe anche a ridurre l’inquinamento da plastica. Secondo l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), a livello mondiale solo il 15% della plastica viene riciclata, il 25% è sottoposto a recupero energetico, e il restante 60% è destinato alla discarica.&nbsp;</p>



<p>I vantaggi dell’economia circolare non sono limitati all’ambiente: anche le aziende, e il sistema economico in generale, possono trarne diretto beneficio.</p>



<p>Secondo il Parlamento europeo, infatti, misure come la prevenzione dei rifiuti, l’ecodesign e il riutilizzo dei materiali, consentirebbero alle imprese europee di ottenere un risparmio netto di 600 miliardi di euro, pari all’8% del fatturato annuo, riducendo contemporaneamente le emissioni totali di gas serra del 2-4%.</p>



<p>Si stima inoltre che, grazie all’economia circolare, in Europa potrebbero esserci 700.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I modelli&nbsp;</h2>



<p>Il modello di business descrive le logiche secondo cui un’organizzazione crea, distribuisce e raccoglie valore per un obiettivo di mercato e allo stesso tempo cattura da esso un valore adeguato per raggiungere gli obiettivi di redditività aziendali</p>



<p>Alcuni studiosi hanno individuato cinque modelli di business con i quali perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e realizzare l’economia circolare. In questo contesto, il rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi è visto come un obiettivo complementare a quello della crescita economica.</p>



<p>I cinque modelli di business per l’economia circolare sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>filiera circolare “fin dall’inizio”;</li><li>recupero e riciclo;</li><li>estensione della vita del prodotto;</li><li>piattaforma di condivisione;</li><li>prodotto come servizio.</li></ul>



<p>Il primo presuppone l’accesso a materie prime rinnovabili, riciclabili o biodegradabili, come le energia rinnovabili, a materiali di natura biologica come prodotti biochimici e bioplastiche, perfettamente degradabili, e a risorse riciclabili come metalli e minerali, potenzialmente riciclabili e riutilizzabili all’infinito. Questo modello di business, attualmente, è ancora molto condizionato da tecnologie costose e limiti strutturali.</p>



<p>Il paradigma “recupero e riciclo” si basa sul recupero e riutilizzo di risorse presenti nei beni o servizi prodotti, e nei prodotti di scarto.</p>



<p>Il modello dell’estensione del ciclo di vita del prodotto mira sviluppare i prodotti in modo da farli durare a lungo, mettendo a disposizione aggiornamenti, servizi e parti di ricambio.</p>



<p>Strettamente legato al concetto di&nbsp;<em>sharing economy</em>, il modello della condivisione si basa sull’offerta di una piattaforma (per es. AirBnb) per mettere in contatto tra di loro i proprietari dei beni di consumo con altri utenti interessati a usarli.</p>



<p>Secondo il concetto “prodotto come servizio”, infine, le imprese mantengono la proprietà del prodotto e lo offrono ad uno o più utenti tramite affitto, noleggio, utilizzo pagato in base al consumo o altri tipi di accordi. Un esempio di questo tipo sono le piattaforme online che permettono di noleggiare musica, film e altro.</p>
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		<title>Quali sono i principi dell&#8217;economia circolare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michela poles]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2021 20:52:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo approfondiremo i&#160;principi dell’economia circolare.&#160; Secondo la definizione proposta dalla Ellen MacArthur Foundation nei primi anni duemila, l’economia circolare è “un&#8217;economia pensata per potersi rigenerare da sola”.In questo tipo di economia “i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera,...</p>
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			<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">In questo articolo approfondiremo i<strong>&nbsp;principi dell’economia circolare</strong>.&nbsp;</h2>		</div>
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<p>Secondo la definizione proposta dalla <strong>Ellen MacArthur Foundation</strong> nei primi anni duemila, l’economia circolare è “<em>un&#8217;economia pensata per potersi rigenerare da sola</em>”.<br />In questo tipo di economia “<em>i </em><strong><em>flussi di materiali </em></strong><em>sono di due tipi: quelli </em><strong><em>biologici</em></strong><em>, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli </em><strong><em>tecnici</em></strong><em>, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”.</em></p>

<p>Seguendo i principi dell’economia circolare, i rifiuti non esistono, e i prodotti sono destinati alla rivalorizzazione sin dalla fase di <strong>design e progettazione</strong>. I materiali biologici possono rientrare nel ciclo naturale attraverso il compostaggio o la digestiona anaerobica; i materiali tecnici (polimeri, leghe e altri materiali creati dagli esseri umani ) sono progettati per essere recuperati, rigenerati, riparati, rimodernati, con il minimo dispendio di energia e la massima conservazione del loro valore.</p>

<p>Come suggerisce anche la definizione che dell’economia circolare ha dato l’Europarlamento, tutto ciò “<em>implica condivisione, prestito, riuso, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.</em>”</p>

<p>Oltre alla trasformazione dei rifiuti in risorse, i principi che fondano l’economia circolare sono</p>

<ul class="wp-block-list">
<li>la diversità come forza;</li>
<li>la fine dello spreco d’uso del prodotto;</li>
<li>il pensiero sistemico.</li>
</ul>

<h2 class="wp-block-heading">La diversità è forza</h2>

<p>Prendendo esempio dalla natura, l&#8217;economia circolare sfrutta la <strong>diversità</strong> come mezzo per costruire la <strong>forza</strong>. </p>

<p>In molti tipi di sistemi, la diversità è un elemento chiave della <strong>resilienza</strong> e della <strong>versatilità</strong>: negli ecosistemi, per esempio, la <strong>biodiversità</strong> è essenziale per sopravvivere ai cambiamenti ambientali. </p>

<p>Anche le economie hanno bisogno di versatilità ed elasticità, e di utilizzare diversi sistemi e prodotti con molte connessioni: questi infatti sono più resistenti agli shock esterni e ai mutamenti repentini, rispetto a sistemi e prodotti costruiti semplicemente per massimizzare l&#8217;efficienza.</p>

<h2 class="wp-block-heading">Fine dello spreco d’uso del prodotto</h2>

<p>In un contesto di economia circolare, si produce meno perché si sfrutta al massimo ciò che è già stato prodotto. </p>

<p>Gran parte della materia che trasformiamo in oggetti e prodotti finisce per non essere in uso per la maggior parte del suo ciclo di vita. Un esempio? La maggior parte delle automobili restano inutilizzate per circa il 90% del tempo, mentre le auto in car sharing sono utilizzate in media per il 40% del tempo. </p>

<p>L&#8217;economia circolare mette in atto processi di condivisione di prodotti e oggetti, sia informalmente sia attraverso la cosiddetta <strong>sharing economy</strong>, l’economia della condivisione. </p>

<p>Ciò che si rompe, inoltre, viene aggiustato e riconvertito, recuperando i pezzi. </p>

<h2 class="wp-block-heading">Il pensiero sistemico</h2>

<p>Uno dei più importanti principi dell’economia circolare è il <strong>pensiero sistemico</strong>, ovvero la capacità di capire come le cose si influenzano reciprocamente all’interno di un determinato contesto. </p>

<p>In natura, ne danno esempio tutti i sistemi viventi (<strong>ecosistemi</strong>) o aperti, come i sistemi meteorologici, le correnti degli oceani o le orbite dei pianeti: tutto è connesso, e non si può intervenire su una parte senza essere consapevoli delle ripercussioni sulle altre. </p>

<p>L’economia circolare utilizza ampiamente il pensiero sistematico perché è cruciale comprendere come tutte le parti del sistema interagiscono tra loro e all’interno del sistema stesso. Gli elementi che lo compongono sono considerati in relazione ai loro contesti ambientali e sociali. </p>

<p>Il pensiero sistematico è applicabile alla maggior parte dei sistemi del mondo reale: essi sono per loro natura non lineari, interdipendenti e ricchi di reazioni e risposte. Questi sistemi sono caratterizzati da condizioni di partenza imprecise che, combinate con le diverse reazioni e risposte, portano a conseguenze spesso inattese e a risultati non proporzionali agli input.<br />Sistemi di questo tipo, articolati e “viventi”, richiedono di essere affrontati con un pensiero sistemico, più flessibile e più adattabile alle circostanze in continuo mutamento ed evoluzione.</p>
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		<title>Quali sono i vantaggi dell’economia circolare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michela poles]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 09:06:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono i vantaggi dell’economia circolare? Quali sono i&#160;vantaggi dell’economia circolare, e perché dovremmo preferirla al modello economico lineare dominante?&#160; La prima idea di economia circolare risale alla fine degli anni ‘70, quando si è iniziato a parlare di sviluppo sostenibile. Da allora si sono...</p>
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<h1 class="wp-block-heading">Quali sono i vantaggi dell’economia circolare?</h1>



<p>Quali sono i&nbsp;<strong>vantaggi dell’economia circolare</strong>, e perché dovremmo preferirla al modello economico lineare dominante?&nbsp;</p>



<p>La prima idea di economia circolare risale alla fine degli anni ‘70, quando si è iniziato a parlare di sviluppo sostenibile. Da allora si sono sviluppate diverse scuole di pensiero, che hanno prodotto diverse definizioni. Tra queste, la più condivisa è quella della&nbsp;<strong>Ellen MacArthur Foundation</strong>, secondo cui quella circolare è “<strong>un’economia pensata per potersi rigenerare da sola</strong>”.</p>



<p>L’economia circolare, in pratica, è un modello di produzione e consumo che punta a ridurre al minimo i rifiuti, estendendo il più possibile il ciclo di vita dei prodotti, secondo il cosiddetto principio delle 3 R:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Reduce&nbsp;</strong>(ridurre)</li><li><strong>Reuse</strong>&nbsp;(riusare)</li><li><strong>Recycle</strong>&nbsp;(riciclare).</li></ul>



<p>I vantaggi dell’economia circolare, rispetto al modello economico lineare fin qui dominante, sono molti, e hanno importanti&nbsp;<strong>ricadute in ambito economico, ambientale e sociale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Risparmio economico</h2>



<p>Dal punto di vista economico, uno dei principali vantaggi dell’economia circolare è proprio il risparmio: le cosiddette&nbsp;<strong>materie prime seconde</strong>&nbsp;(ovvero gli scarti di produzione o di materie derivanti da riciclo, immessi di nuovo nel sistema economico come nuove materie prime) hanno infatti un costo sensibilmente inferiore rispetto alle materie prime vergini, oltretutto sempre più scarse.&nbsp;</p>



<p>Adottare i processi produttivi tipici dell’economia circolare, inoltre, permetterebbe di creare beni molto più duraturi, pensati per essere riutilizzati, riparati, ricondizionati e riciclati il più a lungo possibile: secondo il Parlamento europeo, misure come la prevenzione dei rifiuti, l’ecodesign e il riutilizzo dei materiali, consentirebbero alle imprese europee di ottenere ogni anno un risparmio netto di 600 miliardi di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sostenibilità</h2>



<p>Anche dal punto di vista della&nbsp;<strong>sostenibilità</strong>, i vantaggi offerti dall’economia circolare sono molti e importanti, e ne interessano tutte e tre le dimensioni:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>ambientale</strong>;</li><li><strong>economica</strong>;</li><li><strong>sociale</strong>.</li></ul>



<p>Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, i vantaggi dell’economia circolare si concretizzano prima di tutto in una riduzione significativa delle emissioni causate dalla produzione dei materiali che utilizziamo ogni giorno.<br>Il passaggio all’economia circolare aiuterebbe anche a ridurre l’inquinamento da plastica. Quest’ultima, secondo l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), a livello mondiale viene riciclata attualmente solo per il 15%.</p>



<p>Per quanto riguarda la sostenibilità economica, i vantaggi dell’economia circolare vedono sia un risparmio relativo ai costi delle materie prime e dei danni provocati da inquinamento ed emissioni, sia la possibilità di creare nuovi posti di lavoro.</p>



<p>A livello sociale, il modello economico circolare promette di garantire a sempre più persone e comunità l’accesso alle risorse, sicurezza, salute, istruzione, democrazia, partecipazione e giustizia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contrasto inquinamento atmosferico</h2>



<p>La transizione verso un&#8217;economia circolare, come già visto, comporta una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e una riduzione dell’<strong>inquinamento atmosferico</strong>.&nbsp;</p>



<p>Attualmente, la produzione dei materiali che consumiamo ogni giorno è responsabile del 45% delle emissioni di ossido di carbonio, uno dei gas maggiormente responsabili dell’effetto serra e del riscaldamento globale.&nbsp;</p>



<p>Il contrasto all’inquinamento atmosferico ha ricadute positive importanti anche sul fronte della salute umana: non va dimenticato, infatti, che esso causa ogni anno, direttamente o indirettamente, circa 7 milioni di vittime in tutto il mondo.</p>



<p>RIdurre l’inquinamento atmosferico comporta anche notevoli vantaggi economici: ad oggi, infatti, le perdite di produttività e la degradazione della qualità della vita causate dall’inquinamento costano all’economia mondiale circa 50 miliardi di miliardi di euro all’anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Risparmio risorse ambientali</h2>



<p>Anche il risparmio delle&nbsp;<strong>risorse ambientali</strong>&nbsp;rientra tra i principali vantaggi dell’economia circolare, grazie soprattutto alla produzione di materie prime seconde attraverso il riciclo.&nbsp;</p>



<p>Il minore spreco delle risorse naturali interessa in particolare le materie fossili, ampiamente impiegate nella produzione industriale, la&nbsp; cui disponibilità è sempre più prossima all’esaurimento.</p>



<p>Il riciclo e il riutilizzo dei materiali di scarto comporta anche un vantaggio di natura sociale: gli scarti di produzione di un determinato settore possono diventare materia produttiva per un altro settore, e questo processo circolare stimola la collaborazione tra aziende e comparti produttivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Creazione nuovi posti di lavoro</h2>



<p>La&nbsp;<strong>creazione di nuovi posti di lavoro</strong>&nbsp;è uno dei maggiori vantaggi dell’economia circolare.</p>



<p>Secondo il rapporto OCSE del 2020, nell’Unione Europea l’occupazione collegata all’economia circolare è cresciuta del 5% nel periodo 2012-2018, raggiungendo circa 4 milioni di lavoratori. In Italia, secondo gli ultimi dati, se ne contano poco più di 500.000, con un tasso di occupazione del 2,06% superiore alla media dei Paesi Europei.</p>



<p>I settori che fanno un forte uso di materie prime, però, rischiano di essere penalizzati dal modello economico circolare (per es. settore edile, alimentare, lavorazione dei metalli, elettricità, ecc.). In questi ambiti, sarà sempre più necessario formare lavoratori con nuove competenze legate a tecnologie digitali, transizione ed efficienza energetica, robotica e analisi dei dati.</p>



<p>L’International Labour Organization ha previsto la creazione globale di 18 milioni di posti di lavoro “green” al 2030, risultato di circa 24 milioni di nuovi posti di lavoro e circa 6 milioni persi.<br>Questi ultimi potrebbero essere recuperati proprio da un contesto di economia circolare, valorizzando attività come il riuso, la riparazione, il riciclo dei beni: si stima infatti che, così facendo, l’occupazione mondiale crescerebbe di circa 6 milioni di unità.</p>
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